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LAURA AGNUSDEI
IDIO CHICAVA
VINCENZO CASTELLANA
KALEKAMINE
ROBERTA MAIMONE
OSVALDA NHACUNE
VENÂNCIO MBANDE

CORPS CITOYEN
‎

PERFORMANCE

CORPS CITOYEN

‎‎‎Barrani


Giovedì 2 luglio | 9 pm

Galata Museo del Mare
Terrazza Mirador

Biglietti

Puoi accedere a questo evento con i seguenti titoli di accesso:


Corps Citoyen

Corps Citoyen è un collettivo artistico multidisciplinare residente tra Tunisi e Milano. La sua pratica intreccia diversi linguaggi tra danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica, per costruire nuove narrazioni contemporanee. Il lavoro del collettivo si sviluppa intorno ai temi della cittadinanza attraverso pratiche artistiche e partecipative. Il nome Corps Citoyen riflette questa direzione, considerando il corpo come spazio di espressione, relazione e trasformazione.



Il loro primo lavoro, MOUVMA! Nous, qui avons encore 25 ans (2013/2014), è stato presentato in numerosi festival tra Europa e Tunisia e ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Movin’Up e una menzione speciale al BE Festival di Birmingham. Il collettivo è stato artista associato a BASE Milano (2022–2024) e fa parte del network europeo In Situ. Dal 2020 è fondatore di Milano Mediterranea, centro di arti partecipative a Milano.


Barrani

A Electropark 2026 presentano Barrani, una performance che indaga l’esperienza migratoria e la condizione di chi vive tra più luoghi, lingue e identità. Il lavoro si sviluppa intorno alla sensazione di essere fuori posto, una presenza che non appartiene né al luogo di origine né a quello di arrivo. Una condizione sospesa tra passato e presente, tra ciò che si lascia e ciò che si cerca di costruire.



In arabo tunisino, “barrani” significa “straniero”, letteralmente “colui che viene da fuori”. A partire da questo termine, la performance sviluppa una riflessione individuale e collettiva sulla diaspora, attraversando temi come partenza e ritorno, desiderio e limite, appartenenza e dislocazione.


Tra corpo, voce e presenza scenica, Barrani esplora cosa significa abitare uno spazio intermedio: vivere tra due culture, tra ciò che si lascia e ciò che si cerca di costruire.

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