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Genoa, October 16 ~ 19 #waves

VILLA DEL PRINCIPE

Villa del Principe è la più vasta e sontuosa dimora nobiliare della città di Genova. I lavori di costruzione del complesso iniziarono negli anni venti del Cinquecento, per volere di Andrea Doria, valente ammiraglio e uomo d’armi leggendario. Il Palazzo è qualificato da un raffinato ciclo decorativo, frutto dell’incontro tra il committente Andrea ed un artista dal linguaggio colto ed aggiornato come Perin del Vaga. L’artista, allievo di Raffaello e protagonista della scena artistica romana negli anni precedenti al Sacco di Roma (1527), realizzò nella Villa uno dei cicli pittorici rinascimentali più importanti del nord Italia.  Insieme alla consorte Peretta Usodimare, il Doria diede vita nella Villa ad una corte rinascimentale di cui fecero parte artisti di prim’ordine, tra cui Girolamo da Treviso, il Beccafumi, il Pordenone e Silvio Cosini.  Il Palazzo ospitò l’Imperatore Carlo V nel 1533, il quale, accolto a Genova con tutti gli onori, soggiornò per l’occasione nella dimora del suo ammiraglio Andrea.  Il complesso monumentale fu ampliato ed arricchito di nuove opere d’arte dall’erede di Andrea, Giovanni Andrea I, ed ospitò per quasi cinque secoli generazioni successive del casato Doria Pamphilj, le quali raccolsero all’interno delle splendide sale cinquecentesche dipinti, arazzi e preziosi arredi.  Oggi Villa del Principe è un museo pieno di tesori nascosti la cui visita permette di rivivere i suoi fasti: basta percorrere le sue stanze per meravigliarsi di fronte ai suoi splendidi affreschi e agli incredibili arazzi.

CHIESA DI SAN GIOVANNI DI PRE’

Parte del complesso di San Giovanni di Prè, conosciuto come la commenda di San Giovanni di Prè – edificio di culto cattolico di Genova sito in piazza della Commenda, nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Principe – la Chiesa inferiore di San Giovanni di Prè fu realizzata nel XII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani, uno degli ordini cavallereschi medievali, ora Sovrano Ordine Militare di Malta, per i pellegrini che transitavano a Genova da e per la Terra Santa.
L’attuale complesso venne fabbricato a partire dal 1180 alla foce del rio S.Ugo, un breve torrente, oggi interamente coperto, che scende dalla retrostante collina. In quest’area, in origine affacciata direttamente sul mare, anticamente sorgeva una chiesa intitolata al Santo Sepolcro, eretta secondo alcune fonti nel 636, anche se la prima attestazione documentata è del 1098, quando vi furono deposte le presunte ceneri del Battista, qui trasportate dall’oriente all’epoca della prima crociata, prima che fossero trasferite nella cattedrale di San Lorenzo. Si accede alla Chiesa inferiore attraverso un portale aperto nel porticato sotto il fianco destro del complesso: anticamente spazio dedicato al culto pubblico, come la chiesa superiore si presenta anch’essa a tre navate con volta a crociera. Una ristrutturazione e conservazione degli interni si attuarono in occasione del Giubileo del 2000 dove gli interventi riportarono gli spazi alle origini. Tra le diverse opere che qui furono conservate vi fu una pala d’altare, Dottori della Chiesa, del pittore Pier Francesco Sacchi e databile al 1515; l’opera è oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi.

MAGAZZINI DEL COTONE

Una delle principali strutture del porto antico di Genova, seconda area fieristica della città dopo la Fiera internazionale di Genova, i Magazzini del Cotone ricoprono una superficie di oltre trentunomila metri quadrati e furono costruiti a fine XIX secolo (come Magazzini Generali) per le merci in transito al Molo Vecchio. La costruzione rientrava nella serie di lavori per l’ammodernamento del porto (al tempo il territorio comunale di Genova era limitato al solo centro attuale), ed ebbe inizio il 19 dicembre 1889 per terminare, relativamente al fabbricato nord, nel gennaio 1901. Nel 1926 viene costruito dalla Società anonima Magazzini Generali il fabbricato sud, destinato fin dal principio a deposito per il cotone (da cui il nome attuale del complesso), alto 3 piani e con una superficie di 9650 metri quadrati. Negli anni trenta la gestione passa in parte alle ferrovie dello Stato (i magazzini erano raggiunti dai binari dei treni merci) e, successivamente, dati interamente in concessione alla Società anonima Magazzini Generali. Dopo la seconda guerra mondiale (in cui vennero danneggiati dai bombardamenti) furono interamente destinati a deposito delle partite di cotone scaricate dalle navi in transito nel porto genovese. Ristrutturati nel 1992 da Renzo Piano in occasione dell’Expo Colombiana per il cinquecentenario della scoperta dell’America, sono stati adibiti a sede di attività culturali e ricreative: con dodici sale modulari e spazi espositivi per 8.500 mq, molte delle quali affacciate direttamente sul mare, i Magazzini del Cotono rappresentano oggi una delle location più apprezzate per convegni, congressi ed eventi.

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